Thursday, January 12, 2006

 
Geopolitica dell'impero

Si viene delineando sempre più nettamente la grande strategia di Putin per riportare la Russia ad essere una potenza mondiale. E questa strategia è tutta basata sulle enorme ricchezze in termini di risorse naturali e in particolare energetiche che il paese ha; inoltre ruolo chiave nel grande disegno di Putin hanno le ex repubbliche dell'URSS, passaggio obbligato per portare il gas e il petrolio in Europa. Nelle ultime settimane stiamo assistendo a dei fenomeni apparentemente facili da interpretare, ma che in realtà nascondono tentativi di misurazione delle potenzialità e delle fedeltà e il ribilanciamento di equilibri che devono assicurare una sicurezza nel lungo termine. I fatti ucraini, e per ultimo la sfiducia data dal parlamento a Yushchenko per il fatto di avere accettato le condizioni imposte da Mosca circa le quote destinate a Kiev e giudicate insufficienti per far passare le pipelines per il territorio ucraino, non sono che l'aspetto più superficiale della questione . Intanto una nota del Cremlino fa sapere di avere deciso di intensificare il passaggio attraverso la Bielorussia, evidentemente a svantaggio di Kiev: altro colpo per Yushcenko, evidentemente giudicato debole, in un paese sempre più orientato verso ovest. E' dunque evidente che la situazione è di una complessità particolare e che le variabili in gioco sono numerose e incerte. Si pensi alla questione caucasica, centro-asiatica, all'Iran e alla Cina, tutti attori attivi nella questione. Oltrechè Europa, in particolare la Germania (per inciso, Schroder è già stato messo a libro paga dalla Gazprom come consulente evidentemente per farne una sorta di ambasciatore russo presso i governi Europei) e ovviamente gli Stati Uniti.

Dal sito del Weekly Standard una analisi documentata e puntuale.

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