Sunday, January 08, 2006

 
Francobolli

Lo scienziato che 53 anni fa inventò l'LSD parla della sua invenzione. Articolo molto interessante, leggetelo e capirete perchè.


Era un tiepido
lunedì d’aprile quando Albert Hofmann uscì dalla sua casa vicino a Baden per un giro in bici: poco prima di salire in sella, aveva assunto una piccola dose di una sostanza cui stava lavorando da qualche tempo. Il risultato fu «una pedalata fantastica, una giornata indimenticabile». Il dottor Hofmann si era fatto il primo «viaggio» a bordo della droga che avrebbe cambiato la storia culturale dei trent’anni seguenti: l’Lsd. Il ciclista Albert Hofmann mercoledì compie cento anni e nella sua Svizzera, ma anche in molti circoli medici americani, si preparano a celebrarlo degnamente, perché l’acido lisergico, prima di trasformarsi in simbolo d’evasione per un’intera generazione, fu soprattutto un eccellente rimedio psichiatrico.

A quasi 53 anni da quel lunedì, Hofmann ha avuto il tempo per analizzare le conseguenze della sua scoperta. E non si può dire che sia euforico. «
Il modo in cui l’Lsd viene distribuito nel mondo è criminale. Già nel 1950 scrissi che si trattava di una sostanza molto potente, che avrebbe potuto servire a un ottimo scopo in medicina, se somministrato secondo rigidi criteri. Invece si è sempre cercato di spingerlo nel sottobosco delle sostanze illegali. Oggi avrebbe senso parificarlo alla morfina». Il professor Hofmann ce l’ha, tra gli altri, con i guru del movimento hippie che accusa di aver letteralmente «sequestrato» la sua creatura. E con uno di loro in particolare, lo piscologo di Harvard Thimothy Leary, che ha sempre considerato l’Lsd uno strumento indispensabile di crescita «spirituale». Lo stesso Hofmann, dopo il primo accidentale «viaggio», invitò lo scrittore tedesco Ernst Jünger, celebre per aver sperimentato la mescalina, per proporgli una dose in coppia: 0,05 grammi furono sufficienti per «il primo esperimento psichedelico della storia. Riuscì bene. Ne feci molti altri, per scopi di ricerca. Alcuni anche piuttosto brutti. Poi terminai il mio lavoro e con l’Lsd ho chiuso. Quello che è accaduto dopo non mi riguarda. Sono lieto del fatto che per tanti anni l’Lsd sia servito alla medicina». Quello a cui è servito dopo è scritto nei romanzi e nella storia del pop, più che nei tomi di medicina. L’Lsd, legale negli Usa fino al 1967, ebbe un buon numero di sostenitori.

Un successo nato a San Francisco, grazie al predicatore Al Hubbard, che ne distribuiva quantità industriali nel suo circolo di artisti, e ai festini di Ken Kesey (l’autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo ), a cui partecipavano rockstar come Jefferson Airplane e Grateful Dead. Ma l’Lsd fu soprattutto la droga della Beat generation: William Borroughs e John Kerouac hanno reso Lsd, pejote e benzedrina gli elementi leggendari di un’epoca. L’uso di acido lisergico diminuì drasticamente negli anni ’70 grazie ad una dura campagna repressiva della Cia. Una decina di anni fa, nelle grandi città americane, l’Lsd era riapparso, alla stregua di certi pantaloni vintage ; ma la gamma di droghe sintetiche oggi disponibili lo rende un prodotto fuori dal mercato. Hoffman, che vive in Svizzera con la moglie («oltre a me, l’unica in tutta la famiglia che ha avuto la voglia di provare un viaggio»), otto nipoti e sei pronipoti, dice di non aver provato Lsd negli ultimi cinquant’anni, ma non esclude un ultimo «viaggetto»: «Prima di morire, se dovessi soffrire, me ne farei somministrare una dose. Come fece lo scrittore Aldous Huxley, malato di cancro».
Riccardo Romani

Dal sito internet del Corriere della Sera.

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