Wednesday, December 21, 2005

 
c'era una volta la dottrina monroe

evo morales ha vinto le presidenziali in bolivia. è il primo indio (il 60% della popolazione è indio in bolivia) a diventare presidente in bolivia. è stato il capo di un sindacato di cocaleros, i coltivatori di coca. la coca è una delle principali fonti di sostentamento per il paese, assieme agli idrocarburi e al petrolio. quanto a quest'ultime due materie, il neopresidente è orientato per la nazionalizzazione. politicamente l'evismo è un mix di castrismo, antiamericanismo e demagogia peronista.

questo cambiamento di governo va inquadrato nell'evoluzione che ha visto arrivare al potere in numerosi paesi sudamericani movimenti di sinistra, guidati da uomini carismatici: lula, lagos, kirchner e soprattutto hugo chavez, cui morales assomiglia molto.

l'unica sponda affidabile per il dipartimento di stato sembra restare solo la colombia, almeno fino alle elezioni della prossima primavera. ma per problemi interni e tradizione diplomatica quest'ultimo paese non sembra in grado di aspirare al ruolo di vigile degli usa. la politica medio orientale dell'amministrazione americana e la sua disattenzione per ciò che accade nel suo continente hanno gravemente alienato i consensi agli usa in america latina. questo dovrebbe suggerire un ripensamento dell'agenda del dipartimento di stato, cosa che però non sembra in preventivo.

questo potrebbe aprire una finestra per l'unione europea. buona parte della coca prodotta in bolivia finisce attraverso canali criminali nelle nostre città (lo dicono le inchieste e i rapporti dell'unodc, l'agenzia onu contro il narcotraffico) e costituisce un allarme sociale per diversi paesi dell'europa occidentale. i governi europei devono prendere atto della situazione. l'avvicendamento politico boliviano sembra rendere evidente l'opportunità:
il neo presidente conosce come pochi il fenomeno ed ha una posizione piuttosto articolata sul tema, ha autorità presso i coltivatori, e presto avrà bisogno di trovare qualche "protezione", viste le condizioni del paese, estremamente povero e indebitato. potrebbe essere un opportunità per vedere l'europa fare qualcosa di buono, in tutta autonomia.

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